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Matera

Matera. Capitale Europea della Cultura 2019.

I Sassi di Matera, unici nel loro genere, sono patrimonio mondiale dell’Unesco, e la città, proclamata Capitale Europea della Cultura 2019, è il regno dei contrasti, un disarmante inno alla bellezza, groviglio inimitabile di case-grotta, sfarzosi palazzi barocchi, stupende chiese rupestri, intorno i paesaggi biblici della Murgia e borghi ricchi di storia. La città è adagiata sui due anfiteatri naturali del Sasso Caveoso e del Sasso Barisano con al centro la Civita. Una città dura, soprattutto se si pensa alle condizioni in cui i contadini hanno vissuto per secoli nelle case-grotta di cui brulicano i Sassi, ma allo stesso tempo tripudio assoluto di bellezza, arte, architettura dove l’arcaico si mescola al moderno, e l’essenziale allo sfarzo architettonico.

 

Città dei Sassi

Capitale Europea della Cultura 

Cosa vedere a Matera:
Casa Noha

Cattedrale

Chiesa di S. Francesco d'Assisi

Cripta del Peccato Originale

Le Chiese Rupestri

Le masserie fortificate

Museo della civiltà contadina

Museo Nazionale d'Arte Medievale e Moderna della Basilicata

Museo Nazionale "D. Ridola"

MUSMA

Parco storico delle chiese rupestri

Cosa degustare a Matera:
il “Pane di Matera”: impastato con farina di grano duro e cotto in forno a legna secondo la tradizione. Ha una crosta molto dura ed è di color giallino all’interno ed è noto perché si può conservare per lungo tempo e anche indurito è ottimo per la preparazione di diverse pietanze.

la "Ciallèdd": a base di pane raffermo lasciato indurire per circa 2 settimane, la Cialledd anticamente era un piatto povero, condito con patate, cipolla, erbette della Murgia, a volte uova e un tempo soprattutto fiori, che oggi sono stati sostituiti dalle rape.

la “Crapiata”: piatto a base di: grano, farro, cicerchie, ceci, lenticchie, fagioli, fave, piselli, patate; insaporite con sedano, cipolla carote, alcuni pomodorini, olio extravergine d'oliva e sale. Tutti i legumi, venivano cotti in un grande pentolone e venivano serviti a tutti gli abitanti del vicinato, il quartiere dei Sassi dove intorno ruotava un certo numero di abitazioni. Il primo di Agosto si festeggiava la fine del raccolto e, per celebrare la buona annata, tutte le donne portavano un pò di grano e di legumi, unica ricchezza delle famiglie materane dell'epoca.

il “Ceccio” o “U’ cecc’ du bambine”: la storia narra che, anticamente, le donne impastavano il pane e lo portavano a cuocere dai fornai e con gli scarti dell’impasto preparavano questi dischi di pasta fritta, li passavano nello zucchero e facevano felici tutti i bambini, da qui il nome “u’cecc’du bambine”. 

Come arrivare a Matera:
 

Cosa fare a Matera:
il 2 luglio: festa della Madonna della Bruna

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